Giulia Tramontano è stata pugnalata nove volte prima di perdere la vita, e 28 volte dopo la sua morte. Questa è quanto la giudice Angela Minerva, scrive nel documento che ha portato il convivente di Giulia, Alessandro Impagnatiello, a essere processato davanti alla Corte d’Assise di Milano. La giudice riconosce tutte e quattro le circostanze aggravanti contestate dalla pm Alessia Mengazzo: premeditazione, crudeltà, vincolo della convivenza e futili motivi.

Il trentenne rischia l’ergastolo, ma avrà la possibilità di partecipare ai programmi di giustizia riparativa. Il 18 gennaio 2024, sarà sottoposto a processo con rito immediato, che permette di evitare l’udienza preliminare e procedere direttamente al dibattimento.

Impagniatello si dovrà difendere dalle accuse di omicidio volontario aggravato, occultamento di cadavere e interruzione di gravidanza non consensuale.

La famiglia Tramontano, rappresentata dall’avvocato Giovanni Cacciapuoti, è pronta a costituirsi parte civile nel processo dopo che Giulia è stata uccisa poche ore dopo l’incontro con l’amante di Impagnatiello. Anche il Comune di Senago dovrebbe prendere la stessa decisione.

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