Ultim’ora: Filippo Turetta è stato ripreso da una telecamera di sorveglianza il sabato 11 novembre, mentre aggrediva Giulia Cecchettin, all’interno delle registrazioni delle telecamere di sicurezza dell’azienda Christian Dior situata in via Quinta Strada a Vigonovo. Tale episodio costituisce uno dei motivi per cui Filippo Turetta è stato oggetto di indagine.

Arrivato a casa della famiglia Turetta l’avvocato Emanuele Compagno,  è stato chiamato come legale d’ufficio per assistere Filippo Turetta che risulta tuttora irreperibile.

Filippo Turetta è stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di tentato omicidio, come dichiarato dalla procura di Venezia in un comunicato stampa. Questa misura è stata presa anche per garantire il suo diritto alla difesa e facilitare le necessarie attività investigative non ripetibili. Al fine di esplorare ogni possibile pista, sono state condotte perquisizioni nella mattinata odierna (venerdì). La procura precisa che l’iscrizione nel registro degli indagati è avvenuta in seguito al “primo esito” delle indagini volte a determinare eventuali responsabilità di natura penale. Inoltre, alcuni investigatori si sono recati questa mattina presso l’abitazione di Turetta a Torreglia (Padova), per l’acquisizione di ulteriori elementi di prova.

Attualmente, le operazioni di ricerca sono concentrate nella Val Pusteria, con un’attenta esplorazione di fiumi, aree boschive e edifici rurali abbandonati. Le indagini, sono inoltre incentrate sull’individuazione della Fiat Punto nera con targa FA015YE appartenente a Filippo Turetta. Le forze dell’ordine, tra cui carabinieri, Guardia di finanza e le sezioni pusteresi del Soccorso alpino, stanno conducendo ulteriori ricerche nei comuni di Sesto, San Candido e Dobbiaco.

Dopo aver eseguito controlli sui fiumi, sorvoli con elicotteri e droni, utilizzato cani molecolari e sommozzatori, oggi le operazioni di ricerca si sono ulteriormente estese al lago di Barcis (Pordenone) con l’impegno continuo di carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile.

Nel corso delle ricerche di ieri, è stato rinvenuto anche un brandello di tessuto bianco (forse parte di un reggiseno) che si sarebbe incastrato nella rete metallica in un’ansa di canneti, nella zona di Santa Maria di Sala nel Veneziano, vicino al Castello di Stigliano. Sul pezzo di tessuto sono in attesa gli esiti dell’esame del DNA, finalizzato a verificare eventuali legami con i due ragazzi scomparsi. Inoltre, sono stati trovati dei capelli su un tratto di asfalto dove erano state trovate le grande macchie di sangue nella zona industriale a Fossò, in provincia di Venezia.

Aggiornamenti in corso.

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