Momenti di interazione e felicità

Noi di Golfo dei Poeti news siamo sempre dalla parte degli animali a maggiore ragione questa volta appoggiamo e supportiamo in pieno la causa della Rete dei Santuari. È assolutamente vero che gli animali da reddito, come il bestiame o gli animali da fattoria, hanno una notevole sensibilità che spesso viene sottovalutata e ignorata.
Questi animali sono in grado di provare emozioni come la paura, il dolore, il piacere e l’affetto. Hanno una vita sociale, delle gerarchie e interagiscono con gli altri individui del loro gruppo. Inoltre, un crescente numero di persone sta adottando una dieta vegetariana o vegana per ridurre la sofferenza degli animali da reddito e ridurre l’impatto ambientale dell’industria dell’allevamento. Queste scelte alimentari riflettono una maggiore consapevolezza della sensibilità degli animali e dell’importanza di trattarli con rispetto.

Vederli liberi privi di catene e gabbie non ha prezzo


Sara, presidente dell’Associazione Vita da Cani (è anche tra i fondatori della Rete dei Santuari) e la Rete dei Santuari si sono gentilmente concesse per un’intervista al fine di spiegare chiaramente cos’è un santuario e per diffondere questo messaggio a un pubblico più ampio, incluso chi potrebbe non conoscere questa realtà.

Rispettare la sensibilità degli animali da reddito è un passo importante verso una società più compassionevole e sostenibile, dove gli animali sono trattati con dignità e ricevono cure adeguate.

D.: Per i nostri lettori che potrebbero non essere familiari con il concetto di un santuario per gli animali, potreste spiegarci in cosa consiste esattamente un santuario, che tipo di animali vengono ospitati e come riuscite a sostenerli finanziariamente, solo tramite donazioni? 

R.: Il santuario è un rifugio dove vengono ospitati animali così tanto distrattamente considerati solo “cibo”. Una sorta di arca che galleggia, a fatica, nell’oceano sterminato di una cultura e modello di consumi violenti e non etici, quali sono quelli della nostra società. Un luogo che diventa un avamposto rivoluzionario, in cui si costruisce un mondo diverso. Si sperimentano modelli societari più equi, non gerarchici, ma il più possibile orizzontali. Dove regna la gentilezza, abita la pace e dove ogni individuo diventa ambasciatore della propria specie. Racconta la sua vita meglio di quanto lo faremmo noi, ma spesso non corrisponde a come dovrebbe essere. Narra la sua vita meglio di quanto lo faremmo noi, ma spesso non corrisponde a come dovrebbe essere. Il santuario ospita animali che siamo soliti trovare già impacchettati e fatti a pezzi negli scaffali del supermercato: mucche, maiali, galline, polli, capre, pecore, cavalli, asini. Normalmente considerati animali da reddito, nel santuario, dove si sperimenta un’economia al contrario, essi diventano animali da debito; poiché non lavorano né producono alcunché. Come in un dantesco contrappasso, siamo noi umani a dover lavorare per loro, che finalmente, dopo millenni di domesticazione, si riposano. Mentre agli allevatori vengono elargiti vasti e continui fondi pubblici, incentivi e ristori, i santuari devono cavarsela da soli per portare avanti la loro missione. Sta alla bravura dei gestori attivare una buona raccolta fondi che permetta al santuario stesso di crescere e rimanere in vita. 

Nirvana

D.: Da dove arrivano gli animali che vengono accolti e in che condizioni sono? Come vengono curati nel santuario?

R.: Gli animali entrano in santuario in mille modi tranne che per transazione economica, ovvero, non si acquistano. Sono animali sotto sequestro, oppure scarti di produzione in quanto anziani o malati o con disabilità, o vengono trovati sul territorio, smarriti, caduti dai camion, lasciati indietro perché deboli, ceduti da allevamenti o fattorie in chiusura. Generalmente  sono provati fisicamente e psicologicamente in quanto vittime di abusi e maltrattamenti o, nel migliore dei casi, da cattive gestioni.

D.: Alla luce dei fatti che sono accaduti il 20 settembre scorso, cosa si può fare di più per evitare che possano  accadere ancora fatti del genere?

R.: Bisogna rialzarsi e affermare con forza che azioni del genere non verranno tollerate mai più, in nessuna circostanza e per nessuna ragione. Farsi sentire, interrogarsi, porsi domande, approfondire e reagire, quando necessario. Stiamo elaborando una strategia che ha l’obiettivo di metterci al riparo. Inoltre abbiamo aperto una raccolta firme proprio per i gravi fatti accaduti quel giorno al “Rifugio Cuori Liberi” a Sariano (Pv) in cui sono stati uccisi 9 maiali, invitiamo tutte le persone a supportarci e far sì di raggiungere le 100mila firme per poterle portare al Ministero della Salute cliccate qui per firmare.

Per qualsiasi informazione contattate la Rete dei Santuari

D.: Cosa  pensate si possa fare di più per sensibilizzare le nuove generazioni  al rispetto degli animali e della natura?

R.: Basterebbe raccontare loro la verità. Su tutto, sul mondo, sulle disuguaglianze, sulle condizioni degli animali negli allevamenti, sulle vere cause della devastazione del pianeta. Fino a quando sono giovani possono più facilmente liberarsi di quelle gabbie che tutti noi, nostro malgrado, ci portiamo dietro. All’interno di questo sistema specista profondamente ingiusto, vengono seminate idee che richiedono un’impalcatura per rimanere in piedi, rendendo particolarmente difficile distogliere lo sguardo altrove, approfondire, abbracciare una narrazione controcorrente e vedere gli animali come fratelli.

Gli animali sono creature che meritano rispetto e dignità

D.: Considerando l’importanza della tutela per gli animali, quali proposte concrete o iniziative politiche pensate siano necessarie per garantire una maggiore protezione legale per i  santuari e simili?

R.: I santuari devono ottenere protocolli e operatività che valgano anche in caso di emergenza sanitaria. Questo è il punto di partenza e quello di arrivo. Ciò che ci serve più di ogni cosa. Ciò che ci può mettere al riparo e garantire un futuro meno fosco e pieno di speranza.

D.: Come possono contattarvi le persone che vogliono darvi un aiuto concreto?

R.: Nel sito della Rete dei Santuari di Animali Liberi, qui il link, c’è un elenco di strutture con siti e riferimenti. Si può decidere di aiutare la Rete dei Santuari in generale o individuare il santuario più vicino o prediletto tra quelli nell’elenco e decidere di prestare volontariato, partecipare agli eventi, sostenere le campagne o fare donazioni. 

La quiete dopo la tempesta

In questo momento particolare è importante che tutte le persone ci sostengano e partecipino alle nostre iniziative di protesta con l’obiettivo di raggiungere quanto prima il riconoscimento definitivo di ciò che ci spetta.


Per questo preghiamo tutte le persone e le realtà solidali di fare riferimento, per qualsiasi iniziativa, alla @retedeisantuari_official su Instagram che si coordina con i gruppi che hanno condotto questa resistenza in prima persona.

Inoltre l’Associazione Vita da Cani organizza ogni anno il MiVeg “Il Festival Vegan” a Milano che quest’anno si terrà il 28 e 29 ottobre. MiVeg è un festival di due giorni dedicato interamente al rispetto degli animali e a coloro che desiderano esplorare il crescente movimento culturale ed etico basato su questo principio. Per tutte le informazioni cliccate qui

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Luisa Fascinelli